//-------------------------------------------------------// Pegasus Device [ITALIAN VERSION] -by WTB Staff- //-------------------------------------------------------// //-------------------------------------------------------// Capitolo 1 //-------------------------------------------------------// Capitolo 1 Pegasus Device by AuroraDawn (Traduzione in italiano by RattletraPM - WTB Project) Capitolo uno The Pegasus Device By AuroraDawn Le tue ultime parole, miserabile, inutile troia di una puledra? ...Hai degli... occhi stupendi. --- Fai uscire tutti da questa stanza. Chiudete l'entrata. Sigillatela. Nessuno potrà entrare almenochè non gli dia io il permesso. Ma Signora Dash- Fate come vi dico! Usate i dispositivi di emergenza per ora. La stanza del palcoscenico principale dovrà rimanere fuori portata per tutti! Signora Dash, cosa vuoi che facciamo con la puledra? USCITE FUORI! Lasciatemi stare. Ci penserò io a questa buona a nulla. Si, Signora Dash.... Oh, Scootaloo... Perchè? Come hai potuto deludermi in quella maniera? "Ti sto dicendo, Rainbow, che mi servono più ingegneri. Non possiamo continuare a far operare questa struttura col personale ridotto che ci hai assegnato! Sarebbe un peccato vedere l'intera Fabbrica Nuova che cade a pezzi solo perchè ti sei ostinata a non reclutare uno o due dipendenti nuovi." "Suvvia, Hide. Cosa credi che possa fare? Mettere un'annuncio sulla Gazetta di Cloudsdale? 'Cercasi: Ingegnere che vuole aiutare con la manutanzione di macchinari per lo sventramento di puledri ed altri dispositivi di uccisione di massa concepiti per la produzione di arcobaleni. Vantaggi competitivi. Solo per candidati seri.' Non possiamo semplicemente assumere qualcuno." "Oh per l'amor di Celestia, Rainbow! Hai dato un'occhiata a quest'edificio? Dieci ingegneri non possono neanche gestire correttamente sei piani diversi di macchinari ad alta efficienza per la creazione del clima. Inoltre dobbiamo anche evitare di far cadere in macerie la Fabbrica Vecchia per fare in modo che tutto questo rimarrà utilizzabile...." "Hide. Vieni con me." Rainbow Dash si alsò dalla sua sedia, borbottando leggermente. Gli ultimi due decenni sono stati lunghi e stressanti per lei a causa della Cloudsdale Weather Corporation. L'azienda è fiorita sotto il suo controllo, soprattutto grazie alla sua immortale lealtà per Cloudsdale. Lei è riuscita a diffondere il clima controllato dai pegaso anche molto fuori dai confini di Equestria; lavorare sotto il suo comando era il miglior modo per viaggiare ed esplorare il mondo. Hide seguì il suo supervisore,sospirando fortemente mentre lei lo conduceva fuori dalla porta. I due passarono dal suo ufficio ad un corridoio angusto e poco illuminato. I muri erano perfettamente lisci, fatti di nuvole piatte, interrotte solo dalle porte occasionali. Gli sforzi di Dash nel contenere il suo tono erano molto chiari allo stallone, anche se rimaneva calma mentre parlava. "Vent' anni fa operavi questa struttura impeccabilmente, Hide. Che Tartaro è successo? Perché non riesci più a fare il lavoro per cui ti paghiamo? Ti dispiacerebbe spiegarmelo?" "Perché vent'anni fa avevo tre volte il personale che ho ora e una struttura grande e complessa circa un decimo di quella di adesso. Ignorando le macchine di emergenza, avevamo solo un' unica Pegasus Device da mantenere in funzione. Da quel giorno, la maggior parte del mio personale è stato coinvolto in incidenti industriali, ha ricevuto "azioni disciplinari" o è semplicemente diventato pazzo." "Tu sei pazzo, Hide. Io sono pazza." "Si, ma lo riconosciamo. Quindi non solo sono ridotto ad usare i miei lavoratori più fortunati ma abbiamo non una, ma sei macchinari da far funzionare. E solo quelli ci esauriscono tutte le nostre ore di lavoro per la manutenzione!" "Hide, dai un'occhiata in giro. Guarda cosa ho costruito. Cosa vedi in questa stanza?" "Vedo i miscelatori del Kevlar e delle fibre di acciaio." "Si, esatto. Abbiamo sviluppato queste macchine per infondere le nuvole con i tessuti, rendendole completamente solide e più leggere dell'aria allo stesso tempo. Le ditte edilizie di tutto il pianeta ne comprano interi lotti. Diamine, persino l'intero complesso della Cloudsdale Weather è fatto di esse!" "Dove vuoi arrivare, Rainbow?" La giumenta ignorò lo stallone, sollecitandolo a seguirla. Hide sospirò un' altra volta e aggiustò il suo camice da laboratorio bianco prima di seguire il suo supervisore. "Guarda qui," disse Dash, indicando con la sua ala celestina un cubo apparentemente moderno che sembrava gigantesco mettendolo a confronto coi lavoratori che gli stavano vicino. Il suo manto si era sbiadito col passare degli anni, e anche se non c'era traccia di grigio nella sua criniera, i suoi colori un tempo vividi ora sembravano piatti e scoloriti. "Cosa, una delle Pegasus Devices? Che ha di così speciale?" "Prima dell'incidente bisognava prelevare lo spettro da parecchi pony per creare un singolo arcobaleno. Con l'ingegneria del tuo team di ricerca abbiamo abbassato quella media a due puledri. Progresso, Hide. Progresso." "Parlando di progresso, mi hai ricordato di-" "Più tardi. Il progresso è stato fatto incrementando l'efficienza e abbassando i costi. Non agendo come se avessimo soldi infiniti. Credi che prendiamo questi miserabili fallimenti senza pagare niente?" "Non ero al corrente che inviamo gli ordini di acquisto alle scuole di volo per quegli idioti disfunzionali, no." "Tagliati quella lingua. Bustarelle, ricompense, servono tanti bits per mantenere tutto segreto. Quindi cosa vuoi da me?" "Solo... un dipendente, Rainbow. E' tutto ciò che credo, per amor del cielo. Un dannato ingegnere." "Immagino che posso sempre 'promuoverne' uno dalla Fabbrica Inferiore." "Oh, grazie a Luna. Ti prego, fallo!" "Beh allora, seguimi. Se vuoi un' ingegnere così tanto, allora spetta a te decidere chi dovrà lasciarsi dietro le proprie famiglie." "Mi sembra giusto." La giumenta si mise alla guida e aprì il suo occhio ad un pannello vicino ad una grande porta. Si sentirono una serie di fischi elettronici mentre la porta si apriva scivolando, fischiando, ed aprì la via ad un corridoio oscuro dietro di essa. In contrasto diretto con la stanza fluorescente che avevano lasciato, tutti e due i pony furono oscurati nel buio più totale. "Prendiamo la via più lunga, allora?" Lei sbuffò, diventando agitata. "Non ho ancora finito di dire la mia. Non credo che tu possa più comprendere l' importanza di Cloudsdale. Penso che posso ancora provare aiutarti io stessa prima di portarti via per sottoporti ad azioni disciplinari." Hide contrasse le labbra. Sta mettendo in dubbio la mia lealtà per questa fabbrica? L' ho praticamente costruita dalle fondamenta! Ma Dash farà come Dash vuole... Meglo stare zitti. Chissà, Hide. Forse presto potrai andare in pensione... "E il modo più semplice per farti capire quanto siamo importanti per Cloudsdale è fare attenzione su come operiamo. Sbaglio?" "Ovviamente no, Rainbow." "Chiamami Signora Dash, per favore. Sono un tuo superiore, che ti piaccia o no." "Certo, Signora Dash." Si avvicinò ad un muro ed aprì una porta nascosta. La stanza dietro era appena illuminata, giusto abbastanza per non perdere di vista dove mettere i piedi. I due avanzarono, chiudendo la porta dietro di loro. "Dovresti essere capace di dirmi cosa c'è qui dentro." "Un Pegasus Device di Classe II, Seconda Edizione, numero di serie otto otto alfa tango-" "Bene, bene. Cosa sta facendo, Hide?" "E' in funzione adesso, sta lavorando ad una temperatura interna di settanta gradi Celsius, smantellando le risorse interne ad un rapporto di efficienza di tre unità di spettro per ogni unità di bestiame." "Tralascia i termini tecnici, Hide." "Sta creando arcobaleni." "Esatto! Ma visto che stai chiaramente evitando il punto, lasciami che ti descriva cosa sta facendo la macchina. Bel tempismo inoltre, visto che ha appena finito con il suo ultimo fallimento." Dash si schiarì la gola, osservando la macchina ronzante mentre si preparava. Dopo un momento sussurrò allo stallone vicino a lei, sorridendo ambiguamente. "Il processo inizia come la maggior parte delle produzioni industriali. Un' unità di risorse grezze sono posizionate su un nastro che le porta dentro la macchina." Due stalloni, dalla corporatura che sembrava voler strappare le loro tute, innalzarono un fragile puledro blu sul nastro trasportatore. Il puledro era sconvolto, con gli zoccoli piegati e legati ad angoli dolorosi sotto di sè. Lui era forzato a fissare la macchina davanti a lui, forzato a guardarla, incapace di distogliere lo sguardo dalla morza del Pegasus Device. "La macchina carica le risorse grezze dentro il suo primo tratto di lavorazione, rompendo il materiale in parti più facili da lavorare." "No... No! Aiuto! Luna! Celestia! Oh, aiuto, aiuto, qualcuno mi aiu-AAUGH!" Hide fece molta attenzione, guardò la scena senza battere un ciglio mentre un' insieme di lame e ganci portarono il puledro dentro il Pegasus Device. Dei laser analizzarono il pegaso blu, determinando le posizioni delle sue appendici. Con un rombo, delle lame gigantesche si posizionarono e si scaraventarono sul puledro, tagliandogli tutti i suoi arti. "Dopo aver trattato il puledro, và a finire nel secondo tratto di lavorazione, dove la nostra tecnologia segreta disintegra la carne ed estrae lo spettro." Hide annuì, facendo fatica ad ascoltare Dash per via del gorgheggiare che veniva dalla macchina. Le urla divennero più fluide e zampillanti finchè alla fine non si sentì più nulla. "Lo spettro viene poi pompato fino al dipartimento di miscelazione di sotto, e sono sicura che capisci cosa succede laggiù." "Si, si," borbottò Hide, sollecitando Dash a sbrigarsi. "E' tutto così perfetto, e lo capisco bene. Possiamo andare a prendere il mio ingegnere ora, Signora Dash?" "Va bene," sospirò Rainbow, grattandosi il collo con uno zoccolo. "Vorrei veramente che tu ci metta più impegno in tutto ciò Hide. Sei un buon amico per me e odierei di doverti perdere." Hide schiacciò un bottone sul muro, e le nuvole si spostarono per rivelare un piccolo ascensore. Loro ci entrarono dentro e si piazzarono da entrambi i lati delle porte. Dopo una scansione della retina, le porte si chiusero lentamente e l'ascensore tremò violentemente, iniziando la sua discesa verso la Fabbrica Inferiore. "Tu sei una buona amica anche per me, Dash. E credimi, io amo questo lavoro. L'ho amato sin dal primo, glorioso, stupendo giorno in cui ho potuto vedere i risultati del mio duro lavoro. Quel primo arcobaleno nel cielo, fatto dal primo gruppo di fallimenti che ho sorvegliato.... Ero terrificato allora da cosa facevamo, ma sapendo quanto facevamo felice Equestria e come tenevamo sicura Cloudsdale... tutto si sistemò." Gli occhi di Dash si offuscarono dalla nostalgia, e guardò lo stallone dolcemente. "Quindi non ti stai stancando di tutto questo?" "Cielo, no! E' solo frustrante, Dash. Guarda qua fuori. Le cose sono cambiate dopo i rinnovi. La tua fabbrica superiore, sia la vecchia che la nuova, è oscurata in una nube costante. Credo che hai fregato le Principesse dicendogli che era un 'Vantaggio competitivo'. Invece di due piani, con una sola macchina da mantenere, mi hai dato sei piani diversi di fabbriche, con non solo le Pegasus Device, ma solidificatori di nuvole, cristallizatori di ghiaccio ad alta potenza, e per non parlare delle sale di attesa per quei fallimenti che alimentano la maggior parte di queste macchine. Qualche giorno vorrei tornare in quella Stanza del Palcoscenico Principale, e-" L'espressione felice di Dash si trasformò mentre la paura più assoluta inglobò la sua faccia. "No. Fermo. Nessuno dovrà mai entrare in quella stanza almenochè non glielo chieda io espressamente! Perchè vorresti andare li dentro?" "Dash, Dash, calmati! Non intendevo quello! Volevo solo... Dash!" Hide colpì la giumenta dalla criniera arcobaleno, facendola inciampare. I suoi occhi gonfiati si rilassarono, focalizzandosi sullo stallone sopra di lei. Si alzò, ancora affannata, e Hide la aiutò a rimettere gli zoccoli a posto. "Io... Grazie. Mi dispiace." "E' tutto apposto." "Oh, visto che abbiamo un minuto, hai detto che ti sei ricordato qualcosa sul Pegasus Device?" "Uno dei miei ricercatori mi ha consegnato questa lettera, insistendo che la leggessi. Una cosa 'Solo per i tuoi occhi.'" Hide infilò una zampa nel suo camice da laboratorio, pescando una lettera accartocciata. La lanciò a Dash e lei la prese con uno sguardo di curiosità che copriva la sua faccia. Era silenziosa mentre la leggeva, e Hide guardò con cura la sua espressione. Gli occhi di Dash uscirono dalle orbite un'altra volta, mentre le sue gambe tremavano mentre continuava a leggere. "...Da quanto ...Da quanto tempo? Da quanto tempo è stato in sviluppo tutto questo?" "Mi scusi?" "Non fare lo stupido con me, Hide! Devi averla già letta questa lettera! Da quanto tempo il tuo team sta lavorando su di questo?!" Hide rimase in silenzio per un momento, costruendo attentamente la sua prossima frase. "Dr. Test Tube stava lavorando su un progetto completamente diverso- quello che tu gli hai affidato quando volevi sapere se c'erano altre risorse che potevamo prendere dai fallimenti. Lui stava provando a determinare se la pelle poteva essere utilizzata nei solidificatori di nuvole. Tessuto organico invece che Kevlar. E' stata solo ieri notte, apparentemente, quando ha scoperto che potevamo estrarre lo spettro innocuamente senza danneggiare le risorse." Dash sussurrò, fissando il pavimento. "Ho amministrato questa società per oltre vent'anni. Ho visto famiglie e amici passare per queste porte, e finire su quei nastri trasportatori. E... tu mi stai dicendo che è stato tutto invano?" La sua voce si trasformò in un urlo. "Quell'... Quell' Incidente poteva essere completamente evitato? Mi stai prendendo per i fondelli!?" "Dash, questa tecnologia neanche esisteva fino all'anno scorso! E' inutile rimurginare sul passato. Pensa al futuro. Non ci sarà più bisogno di uccidere dei puledri! Potremmo farla diventare come una donazione-- 'Per una migliore Cloudsdale!' Basta immaginartela ora, stalloni e giumente verranno in stormi da noi. Sarà praticamente come avere risorse infinite, e possiamo chiedergli un pagamento per donare. Chi potrebbe resistere all'idea di far parte di un'arcobaleno? Immagina, Dash." "Basta... immaginare. Impossibile. Blocca la ricerca. Fai portare il Dr. Test Tube alle Risorse Equine. Vorrei vedere di persona quante penne gli riuscirei a strappare singolarmente prima che svenga. E-- E forse anche vedere come riuscirebbe a lavorare senza gli zoccoli. Solo gli zoccoli, capiscimi bene. Non posso permettere di aggiungere-- adattare, la nostra fabbrica con delle rampe." "Dash, questo è scandaloso! Qual'è il tuo problema? Questo è un' ottimo modo per aumentare la gloria di Cloudsdale e dello Stormo, moltiplicare il valore dell' intera società, e fermare queste uccisioni senza senso che abbiamo portato avanti da milleni!" "Senza senso. Vedi, questo è ciò che mi ha fatto preoccupare di te. Non sono senza senso. Stiamo facendo un favore a Cloudsdale eliminando tutti quelli che non si meritano di portare il suo nome. Questo è ciò che mi sembra che ti sei dimenticato, Hide! Dopotutto, come credi che possa annunciare una cosa simile? Il mondo intero saprà cosa abbiamo fatto in passato. L'azienda sarà rovinata! Celestia ci ucciderà tutti." "Beh... allora potremmo fare un po' di 'pulizia'. Ricominciare da capo." "Da quando in qua hai rimorsi di coscienza? No, Hide. Ho detto di no. Hai capito?" L'ascensore tremò fino a fermarsi e le porte si aprirono. La stanza cavernosa che si presentava davanti a loro era il Locale di di Combinazione degli Arcobaleni. Rainbow fece un respiro profondo, godendosi l'aria fresca che non aveva avuto modo di respirare da mesi, mentre ignorava i lavoratori sconvolti presenti nella stanza. La maggior parte di loro non avevano mai visto la direttrice della Cloudsdale Weater Corporation-- e molti ancor meno si aspettavano di vederla. Una sensazione di paura inglobò la stanza. Vedere qualcuno scendere giù dalla Fabbrica Superiore significava o che qualcuno stava per scendere insieme a loro in un sacco da cadavere, o che qualcun'altro stava per svanire dietro quelle porte finchè poi non sarebbero stati rilasciati assieme ai morti. "Il mio nome, Signora Dash," ribollì Hide, "è Dr. Atmosphere. Vedete, io ho una laurea." Atmosphere indicò un gruppo di lavoratori vestiti quasi tutti allo stesso modo e urlò. "Voi laggiù! Chi di voi è single e non è correntemente impegnato in una relazione?" Quattro dei pegaso indietreggiarono, lasciando avanti due giumente in cerca di ogni tipo di aiuto. "Bene. Voi!" Dr. Atmosphere indicò la prima con la sua zampa color rosso scuro: era più grande della seconda e aveva il manto color verde chiaro. "Da quanto lavori Cloudsdale Weather?" "Q-Quattro a-a-anni, s-signore." "Tu." Atmosphere indicò la seconda giumenta. Lei singhiozzò, mentre il suo corpo tremava davanti a quello dell'imponente stallone. "Sei mesi, signore." "Eccellente. Tu. Verdastra. Vieni con me. Sei appena stata promossa. Fai i tuoi saluti e, come dice il vecchio detto..." Atmosphere si calmò, controllando la sua rabbia per Dash e si schiarì la gola. "D... Detto?" "Benvenuti, muli! Benvenuti... alla Rainbow Factory!" Atmosphere rise sonoramente, trascinando con sè la giumenta terrificata fino dentro all' ascensore. Dash non riuscì a trattenere il suo usuale sorrisetto, guadagnandosi gli sguardi dei lavoratori finchè la porta dell' ascensore si chiuse fortemente. Raffiche fredde si abbattevano sul lato della cabina e la facevano scuotere violentemente. Cloud Cover guardò su, cercando di capire dove si trovava. Lei non era completamente sicura su come era stata bocciata all' esame di volo. C'entrava qualcosa con l'aver chiuso le ali troppo presto. Ma non le importava. Tutto ciò che aveva capito era che stava per essere portata via da Cloudsdale, al di fuori di Equestria, e lontano dalle vite e dalle memorie di tutti i suoi amici e della sua famiglia. Non era giusto. "Ma comunque, cos'è 'giusto'?" singhiozzò la puledra viola polveroso, cercando di concentrarsi su qualcosa, qualsiasi cosa che avrebbe reso il volo meno straziante. Tutto ciò che riusciva a vedere erano altri quattro puledri, ognuno appartato e silenzioso. Cloud rinunciò immediatamente all'idea di iniziare una conversazione. All'inizio pensarono di poter parlare per l'intera durata del volo, ma presto diventò chiaro che non sarebbero riusciti a parlare d'altro se non dei loro fallimenti vergognosi. Cloud passò uno dei suoi zoccoli sulla sua corta criniera di color verde acqua. Crollò addosso al muro freddo fatto di legno della sua gabbia e si sedette aggressivamente, perdendo il suo sguardo nel vuoto. "Dopotutto, a chi serve Cloudsdale?" disse lei, mentendo a se stessa. Chi sto prendendo in giro, pensò. Cloudsdale serve a tutti noi... Oh, Celestia, chi si merita questo? Che abbiamo fatto di male? No, calmati Cloud... Non è il momento giusto di comportarsi da sciocca. Potresti comunque... goderti il viaggio, credo. Mannaggia a me. Si strofinò i suoi occhi giallo brillante con gli zoccoli, cercando di dormire. La sua vista fu attratta da un forte bagliore mentre un tuono schioccò attorno ai puledri. Lei saltò e il suo mormorio echeggiò con quello degli altri puledri. Trattenendo la sua paura, si avvicinò alla sorgente della luce e notò una fessura nel legno. Dopo aver accertato che nessuno la stesse guardando, la puledra si abbassò e spinse la sua faccia addosso al muro. Il cielo di fuori era un vortice fatto da nuvole roteanti e bagliori dei lampi. Il tuono la turbò così tanto che sembrava quasi voler toglierle l'ossigeno direttamente dai suoi polmoni. Questo è strano. Non dovremmo esser usciti da questa tempesta ormai? Sembra come se ci stiamo dentro da ore... Forse stiamo fuori da Equestria ora. In uno dei postt dove la Cloudsdale Weather non controlla il clima? Credo che abbia senso, dopotutto. Spediscono i fallimenti nelle terre dove non vogliono vivere. Una saetta passò a centimetri di distanza dal suo muso e l'onda d'urto scagliò indietro Cloud, che si mise a urlare. "Aiieeeee! Aiieeeeee! Aaaugh!" "Cloud! Cloud! Per l'amor di Luna, smettila di urlare!" Un puledro arancio pallido schiaffeggiò la puledra viola, mandandola contro il pavimento della cabina. "...Mi fai male, Corona," borbottò Cloud Cover, tenendosi uno zoccolo davanti alla sua faccia dolente. "Mi... Mi dispiace, Cloud. Mi conosci, agisco sempre prima di pensare." "G-grazie. Mi serviva proprio. Senti, Corona, sò che ci siamo tutti stufati di parlarne, ma io sono stata portata nella carrozza prima di te... Come mai sei stato bocciato? Cos'è successo?" Il puledro si grattò il collo, guardando il suo cutie mark. Era un ferro di cavallo dorato con delle ali, che ricordava uno degli dei della velocità che avevano studiato durante una lezione di Mitologia di Equestria. "Ho fatto tutto troppo alla svelta, come al solito. Heh, e i pony dicevano che sarei stato utile allo Stormo con la mia velocità. Chi avrebbe mai pensato che non sarei riuscito a fare le curve strette per passare attraverso ai cerchi? Non capisco, Cloud. Perchè dobbiamo andarcene? Tu sei quella intelligente qui, con tutti quei giornali su cui hai lavorato." "Non lo sò... solo perchè ero l'editrice del giornale della nostra accademia non significa che riesco a capire tutto, Corona." "Qual'è la tua ipotesi migliore?" "Beh, è Cloudsdale ovviamente. Hai mai visto un pegaso nella squadra del clima che era disabile o era un po' pazzo?" "Credo proprio di no." "Esatto. Ed è per questo che ci stanno portando via, credo. Per preservare quell'immagine perfetta. Comprensibilmente, credo... Non vorrei esser parte di una razza come gli Unicorni o i pony di Terra... Difetti... non possiamo avere difetti." "Perchè no?" "Scusa?" "Che c'è di male nell'essere equini? I pony sbagliano, Cloud. Tutti i pony. Perchè Cloudsdale deve dire l'ultima riguardo a chi sbaglia e come mostra segni intollerabili di debolezza?" "Non lo sò, Corona. Francamente, non me ne importa." "Non ne hai la minima idea? Ne dubito. Pensi fin troppo per non avere un'opinione." "Le opinioni sono inutili nel grande schema del-" "Non hai nient'altro di cui parlare." "...Bene. 'A tutte le grandi cose coincidono grandi responsabilità', giusto? Hai già sentito quella frase prima d'ora,vero?" "Certo," annuì Corona, sedendosi vicino a Cloud Cover. Un'altro tuono li fece spaventare di nuovo e la pioggia sembrava battere ancora più di prima sul tetto sopra di loro. Dell'acqua ghiacciata gocciava su di loro dai buchi nel legno e quindi i due si avvicinarono, rimanendo caldi. "Bene," sospirò la puledra viola,ripensando agli articoli che aveva scritto su quell'argomento quand'era ancora nella Scuola di Volo. Sovrappensiero, guardò al suo cutie mark, una penna e un blocco note, prima di continuare con il suo discorso. "Cloudsdale si vanta di essere la cosa più importante, e naturalmente ciò comporta la responsabilità più grande di tutte: il controllo più totale del clima non solo su Equestria, ma anche sulla maggior parte del mondo. Il clima, a sua volta, ha il suo impatto sugli ecosistemi, che influenzano l'economia, che influenza poi i costrutti sociali su cui ci basiamo per continuare a vivere. In poche parole, è qualcosa di veramente importante. "Con delle responsabilità così grandi da sostenere per Equestria, Cloudsdale deve fare qualsiasi cosa pur di adempirle. Le conseguenze nel fallimento di un lavoro così enorme sarebbero peggiori delle conseguenze di qualsiasi cosa che Cloudsdale dovrebbe fare per riuscirci, quindi in confronto ad uno sconvolgimento globale del clima, autorizzano il nostro esilio. Capisci ora?" "Usi molto i paroloni." "...Dobbiamo essere portati via così che Cloudsdale può continuare a fare il suo lavoro" "Mi sembra giusto," sospirò Corona, abbassando la testa verso il pavimento. Dopo un momento di silenzio doloroso, spostò il suo sguardo alla spaccatura nel legno e guardò fuori. Se serve a portare avanti lo Stormo, perchè bisogna arrabbiarsi? Cloud Cover girò gli occhi e si sedette, cercando di ignorare ciò che stava attorno a sè. Che c'è di cui preoccuparsi, davvero? "Hey, credevo che dovevamo lasciare Equestria." "Dobbiamo. Perchè?" "Perchè sono abbastanza sicuro che quella laggiù è la Cloudsdale Weather Corporation." "E' impossibile, fammi guardare." La giornalista spinse via il suo amico e diede un'occhiata in mezzo alla tempesta. Non può essere, disse barcollando, dopo aver guardato l'inconfondibile complesso laggiù. Ma che Tartaro sta succedendo? "Hey, Cloud, stiamo nella zona di esclusione aerea, vero?" Ha ragione... Ma a nessuno è mai stato dato il permesso di andare così vicino alla Società prima d'ora. Nessuno, in due decenni in cui è esistita. Corona riuscì a trovare un'altro buco nel legno e stette vicino a Cloud, guardando intensamente assieme a lei. "Wow, guarda là! Sopra alla Fabbrica Vecchia. La nuova aggiunta. E' gigantesca!" Cloud Cover non riusciva a distogliersi dall'immagine che gli si presentava davanti a se. Mentre si schiariva la tempesta c'era la Fabbrica Vecchia che conoscevano tutti, la struttura che è stata nell'orizzonte di Cloudsdale per milleni. Sopra di essa, comunque, si appoggiavano sei nuovi piani che erano stati costruiti dopo un malfunzionamento dei macchinari segreti della Fabbrica Superiore. L'intera aggiunta era stata oscurata da una tempesta orrificante e veemente, così scura che sembrava assorbire la luce attorno ad essa. Si gonfiava e si fondeva lentamente, quasi deliberatamente, ed era come un gigante dormiente che proteggeva le uova d'oro che aveva all'interno. I due puledri guardavano preoccupati mentre la loro carrozza li trascinava al lato anteriore della struttura. Era raro per qualunque pony che non lavorasse per la Cloudsdale Weather avvicinarsi all'edificio, nessuno di loro si sarebbe mai immaginato di girarci attorno. Questo è inaudito. Che ci facciamo qui? La cabina si mosse improvvisamente--confondendo ancora di più i due--e procedette dritta nello smog nero pece che sembrava offuscare ogni singolo raggio di luce. Lasciati con nient'altro che i loro pensieri, i puledri si allontanarono dai muri e si sedettero col resto dei loro compagni terrificati. Dr. Atmosphere iniziò, trascinando con sè una sedia su cui ci si sprofondò sopra. "Allora," disse, guardando la giumenta verde chiaro, che si era collocata dall'altro lato di un freddo tavolo metallico. La giumenta stava sudando sotto la forte luce artificiale mentre era seduta dentro la minuscola sala colloqui. Non era presente niente che poteva distrarla; c'erano solo muri scintillanti fatti di nuvole, il tavolo e lo stallone che sorrideva maliziosamente, piazzato tra lei e la porta. "Allora." "...Allora?" domandò lei, con una voce timida e insicura. "Allora." "...Do- Doctor Atmosphere?" "Si! Certo, quello sono proprio io. Ma visto che passeremo molto tempo insieme, sentiti libera di chiamarmi Hide. Ora, Signora..." lui si spostò indietro, cercando qualcosa nel suo rugoso camice da laboratorio. Tirò fuori un portablocco e lo mise sul tavolo,i suoi movimenti erano svelti e precisi. Con un colpo d'ala aprì un paio d'occhiali e li indossò. "Signora... Butterwing?" Hide guardò in alto, alzando un ciglio. "Che nome strano." "Gentle! Gentle Butterwing. Per favore chiamami solo Gentle... Odio il mio cognome." "Gentle. Pittoresco. Ora, Gentle, qual'erano i tuoi compiti nella Fabbrica Inferiore?" "Ingegneria meccanica, Dr. Atmos-" "Chiamami Atmosphere un'altra volta e io ti continuerò a chiamare Butterwing. Mi piace riservare l'uso del mio titolo formale per quando devo occuparmi dei bocciati." "I bocciati? Non riesco a capire." "I tuoi compiti, Gentle. Nella Fabbrica Inferiore." "Giusto... Mi scusi." Gentle si grattò il retro del collo, sentendo che gli stava per venire un mal di testa. Si prese un'attimo per sgranchirsi le ali. Cosa ne ho fatto della mia vita... Dove mi trovo? Come ci son finita in questo pasticcio? Il pegaso verde sospirò profondamente, poi si raddrizzò sulla sua sedia e provò a guardare lo stallone negli occhi. Il terrore si fece strada nel corpo di Gentle. Lei non riusciva a capire da dove proveniva la sua parura, ma ogni volta che fissava le pupille di Atmosphere sentiva sempre la stessa sensazione. Nascondevano qualcosa, dietro quel nero scuro, che rifletteva odio puro e decenni di rancore. Gentle tremò e guardo giù verso il tavolo. "Facevo parte della sezione di ingegneria meccanica. I miei compiti includevano la manutenzione degli atomizzatori e della tubatura che li collega alle Cisterne dell'Arcobaleno. L'anno scorso mi è anche stato chiesto di progettare un generatore di nuvole più efficiente, ma ho finito quel rapporto qualche mese fà." Hide si adagiò sulla sedia, fischiettando. "Ecco perchè il tuo nome mi sembrava familiare. Ho letto il tuo rapporto, Gentle. Bella trovata nel piazzare i condensatori accanto all' intercooler. Sarai felice di sapere che il tuo rapporto è stato approvato recentemente dalla Signora Dash e diventerà effettivo entro il prossimo mese." Hide sollevò il suo portablocco e ci scrisse sopra una piccola nota, concedendosi un sorriso. Gentle trattenne la sua eccitazione dopo aver sentito la notizia, pensando che ogni sfogo di emozioni, buone o cattive, potesse compromettere il suo colloquio. Si drizzò un'altra volta, alzò i suoi occhi dal tavolo, sempre evitando lo sguardo di Hide. "Dimmi, Gentle..." Hide si alzò, camminò attorno al tavolo e si mise dietro alla giumenta verde. "Sai qualcosa sulla Fabbrica Superiore?" "Sò che ci sono due sezioni, la Fabbrica Vecchia e la Fabbrica Nuova." "Bene, molto bene. Cos'altro sai?" "Oggigiorno la Fabbrica Vecchia è usata principalmente come un mezzo di scambio per il sistema di trasporto materiali che và dalla Fabbrica Nuova alla Fabbrica Inferiore. La Fabbrica Nuova è responsabile della produzione dello spettro, ma anche della ricerca e sviluppo." "Fantastico!" Hide rise e diede un colpetto alla schiena di Gentle, prima di girare di nuovo attorno al tavolino andando verso la sua sedia. Stette accanto ad essa e guardò la giumenta. "Ma sai di che è fatto lo spettro, Gentle?" "No, signore." "Beh, lo stai per scoprire, quindi congratulazioni! Sei una delle poche che saprà qual'è il componente principale dello spettro. Guardami, Gentle." Servì ogni suo grammo di volontà per alzare i suoi occhi al livello di quelli di Hide, ma Genlte fece come le era stato chiesto. L' istante in cui lo fece lo stesso terrore di prima la travolse di nuovo, come se qualcosa la stava trascinando verso quelle retine spaventose. "Lo spettro è un pigmento che si trova nel corpo degli equini, il che è responsabile dei colori della tua pelliccia e del tuo manto. Si combina con la magia, mantenendolo fresco e rendendolo capace di cambiare e scorrere attraverso un pony. Sapevi che la stessa combinazione magica è quella che dà origine ai Cutie Mark? Senza di essa, saremmo rimasti per sempre dei 'blank flank'." "I-I...Interessante." "Ora sicuramente avrai capito che tipo di risorse usiamo qui, vero?" "C-credo di a-aver capito..." "Ti prego dimmi cos' hai capito, Gentle. Sono semplicemente affascinato di ascoltare cosa starai per dire." Gentle tremò nella sua sedia, passando uno zoccolo nella sua criniera rosa mentre falliva nel comprendere tutto ciò che aveva appena imparato. Il sudore gocciava dalla sua faccia e rischiava di guardare lo stallone rosso di fronte a lei. Stava seduta, fredda, immobile, e mentre ragionava i suoi occhi sembravano indifferenti ma allo stesso tempo erano avvolti nella concentrazione più profonda. I suoi zoccoli erano vicini l'un l'altro, mentre battevano pazientemente sull'isonerabile tavolo di ferro, il rumore diventava sempre più forte molto velocemente e ciò accresceva la confusione nella sua testa. Tap. Tap. Tap. TAP. TAP. TAP. TAP! TAP! TAP! "E' impossibile!" Gentle scattò, calciandosi via dal tavolo. Inciampò con uno zoccolo sulla sua sedia e cadde, crollando sul pavimento. "E'...Non può essere! Cloudsdale se ne sarebbe accorta! Celestia avrebbe notato tutti i pony scomparsi!" Hide stava in piedi sopra a Gentle, sporgendogli tranquillamente un'ala per aiutarla ad alzarsi. La giumenta fissava l'ala come se fosse velenosa, e si trascinava indietro mentre Hide parlava. "Ora, Signora Butterwing," ridacchiò, con l'ala ancora tesa. "chi ha mai parlato della cattura di pony innocenti? No, per Celestia, non faremmo mai una cosa del genere! Stai pensando a tutto questo un po' troppo drammaticamente." Le orecchie di Gentle si abbassarono dalla vergogna e accettò l'aiuto di Hide nell'alzarsi, tornando nella sua sedia mentre il dottore fece la stessa cosa. "Mi dispiace," mormorò. "Sono anziosa, sai? Con tutta la segretezza e via dicendo. Addirittura un sacco di lavoratori sono sicuri che questo posto è infestato. Quindi, se non pony innocenti," azzardò una risata, e sentì il sollievo passare dentro di lei quando Hide fece lo stesso. "Se non pony innocenti, allora di che cosa è fatto lo spettro?" "Puledri colpevoli," sghignazzò Hide, battendo sul tavolo. Gentle ebbe una fitta. "Gentle? Ci sei?" "C-colpevoli di cosa?" "Di non aver passato il loro esame di volo, ovviamente." Non può essere. Lo...sta dicendo come se fosse così ovvio per me. "Voi...siete dei mostri! "Oh, dici che noi siamo i mostri? Lasciami che ti spieghi qualcosa, Gentle, e spero che tu mi ascolti attentamente. Queste pessime sottospecie di 'pegaso" sono i veri colpevoli. Loro minacciano di distruggere la vera essenza di Cloudsdale. Con la reputazione arriva anche il potere, Gentle! E il potere porta all'immortalità. La reputazione non può esistere mentre quei cretini con le ali difettose girano a vanvera lasciando cadere incudini sui Pony di Terra. Quindi se non riusciamo a mantenere la nostra reputazione, perderemo anche la nostra immortalità! "Ma sono solo bambini, per l'amor dello Stormo! Non posso esser parte di questa... questa pazzia!" Hide stette in piedi, scuotendo la testa in condiscendenza. "Ah, Gentle, Gentle, Gentle... Sapevo che non avresti ben capito il punto di vista della Cloudsdale Weather. Nessuno dei nuovi impiegati lo capisce all'inizio. Ecco perchè abbiamo una procedura ufficiale per questa condizione!" "Rifiuto l'incarico." "Non è così semplice, cara. Spero che tu mi ascolterai attentamente." Lo stallone si piegò vicino a Gentle da dietro, col suo fiato caldo che gli solliticava il manto. "Tutti gli impiegati della Fabbrica Superiore devono fare una scelta." "..." "Se scegli di offrirti volontaria nella produzione dello spettro, faremo in modo che un bocciato sarà lasciato andare, libero. Non saprà mai che non hanno passato l'esame. Lui vivrà, sfortunatamente, una vita ricca, piena di gioia, al costo della tua. E' molto semplice da capire, vero? Moriresti, pur di lasciar vivo un nanerottolo disgustoso che potrebbe rovinare la nostra reputazione?" Hide rise di cuore, colpendo Gentle sulla schiena. "E' divertente, vero?" "Come... chi è in grado di fare una scelta del genere? Bastardi insensibili!" "Se ti rifiuti di decidere, vi toglieremo la vita a tutti e due. Non sentirti in colpa! Veramente poche persone hanno accettato quest'offerta. Da quanto mi ricordo, in tutta la mia carriera per la Cloudsdale Weather non ce ne sono stati più di una manciata. E' un po' inutile, sai? Decine di anni fà abbiamo salvato una puledra gialla, e non più di due giorni dopo che 'passò' il suo esame precipitò a terra e non si seppe più niente di lei." Sorrise con nostalgia, ricordandosi il momento in cui quel pony inutile cadde dal celo come una mosca. "Un po' prima salvammo anche un pegaso con gli occhi incrociati e un'ossessione non così salutare con le bolle. Passò un'anno e fu messa incinta da una Guardia Reale per poi essere mandata a terra a vivere senza nessun aiuto." "Perchè mi stai dicendo questo?" disse Gentle piangendo, nascondendosi la faccia trà i suoi zoccoli. "Perchè odierei vedere un'ingegnere fantastico come te lasciarsi andare purchè una palla di pelo possa sprecare una vita libera." "B-beh... Se la metti su questo piano..." "E' abbastanza convincente, non trovi?" Proprio mentre una lacrima gocciò sul suo zoccolo e poi sul tavolo, Gentle annuì. "Io... rifiuto l'offerta. Io... A-Accetto il posto." "Eccellente!" Dr. Atmosphere chiuse i suoi fascicoli e li ripose dentro il suo camice con agitazione. "Il mio ufficio è a destra in fondo al corridoio. Per favore vieni a farmi una visita quando sei pronta. Benvenuta alla Fabbrica Superiore di Cloudsdale Weather, Gentle Butterwing. Sono sicuro che diventerai pazza per il nostro lavoro e per il nostro progresso." Lo stallone sorrise il più apertamente prossibile mentre chiudeva la porta per andare al suo ufficio. Gentle singhiozzò soltanto. "Ti ricordi quella che aveva un disturbo di crescita degenerativo?" "S-Si, era quella rosa-bluastro di quando…tre anni fà?" "Si, quella là ragazzi, proprio quella là. Però, non era bella vivace?" "Danzava sempre in giro e - ahahaha! Hahahahah! Hehehehahahahahah!" "Qualc'no per favore può dare una bott' a Contrail? E' div'ntato pazzo di nuovo." Uno degli altri due pegaso si spostò da una parte all'altra del divano umido e rotto per dare uno schiaffo col suo zoccolo massiccio a quello celestino chiamato Contrial. Gli altri scoppiarono in una chiassosa risata mentre l'isteria di Contrail si trasformava in una risatina calma e incessante. Cadde a terra nell'agitazione, stringendosi i fianchi. "Giur' su Luna che son' l'unico sano in questa squadra." "Sanità, Pipe Wrench? Che Tartaro dovrebbe significare quella parola?" Un pegaso arancio scuro con un manto biondo incredibilmente lungo si girò e fece quella domanda al suo supervisore. Pipe Wrench era di un colore grigio corazzata, il suo cutie mark erano un bullone e una vite arruginiti. La sua pelliccia già chiara era sbiadita e sfregiata, e i tagli sulla sua faccia erano i segni di una vita lunga e stressante. Pipe Wrench sembrava provare costantemente a rimanere con gli occhi aperti, ma falliva ogni volta che ci provava. Sospirando, lo stallone rispose all'altro impiegato. "Significa, Gauge, che 'na volta tutti noi ci tenevam' al nostro cervello quant' voi ci tenete alle vostre pa-" "Oh, calm-calmati, Pipe! Non c'è bisogno di agitarsi per… Haha… ci tengo alle nostre… hehehe! Ahahahahahah!" I due stalloni attorno a Contrail lo guardarono appena mentre lui tornava un'altra volta a ridere incontrollatamente. Dopo un minuto, Pipe Wrench battè gli occhi e guardò in alto. "Tutto quello ch' voglio dire è ch' la battuta sul perder' la nostra sanità non è affatto 'na battuta." "BATTUTA?! AHAHAHAHAHAHAH!" Gauge diede un calico a Contrail sulla tempia, mettendo a tacere la sua risata fastidiosa. "E' un vero peccato che il suo senso dell'umorismo è così strano," borbottò il pegaso arancione. "E' l'unico qui che è autorizato a mettere a posto la macchinetta del caffè." "Ragazzo, non m' fiderei mai d' quella macch'netta. Fors' è alimentat' dal sangue degl' unicorni,sai? Ah ti giur' ragazzo che quest' posto maledetto t' ridurrà a pezz' in un batter d'occhio,capisc'?" Gauge girò la testa leggermente, sbattendo inconsciamente il suo zoccolo sul tavolo in un modo molto veloce. Lui e Pipe Wrench si guardarono negli occhi per quelli che potevano essere secondi, ore, giorni. Non avevano più la ricognizione del tempo. Come piaceva dire a Gauge, avevano fatto degli sforzi così grandi per far brillare il Sole che non gli andava più di vederlo in vita loro. Alla fine l'ingegnere ruppe il silenzio. "Dimmi un po'." "La fabbrica. T'ucciderà. Se non st' attento." "Obbè, Pipe, certamente. Lo sò da anni. Tutti qui lo sanno. Che stai cercando di dire?" "…Non sò. Non m' dispiacerebbe 'n caffè però." La porta che si affacciava sull'appartata sala ristoro si aprì fortemente, riempiendo l'area cupa e ristretta con la forte luce artificiale del corridoio. "Per l'amore dello Stormo, cos'avete che non và voi idioti maleodoranti? Accendete una dannata luce!" "Caspita, ci dispiace Dr Atmosphere! Non ci aspettavamo che sareste arrivato così improvvisamente! Contrail stava per pulire la stanza ma..." Gauge indicò lo stallone blu che stava sbavando a terra. "E' un po' distratto." "Ha preso le medicazioni prescritte?" "Ovviamente no." "Bene. L'unica cosa peggiore di un pony psicotico con una chiave inglese in quest'edificio è uno malato di mente. Voi tre siete così pessimi." "T'amo anch'io, Doc. 'N altro tubo rotto? T'escono l'arcobaleni dal tuo buco?" " 'Usciranno' arcobaleni dal tuo fondoschiena se non ti sbrighi a parlare correttamente, Pipe Wrench. No. E' tutto apposto. Vorrei introdurvi a tutti voi l'ultima arrivata alla Fabbrica Superiore della Cloudsdale Weather Corporation. Il suo nome è Gentle." La giumenta verde chiaro rabbrividì dietro Dr. Atmosphere. Scosse la sua testa, nascondendosi dietro alla sua criniera rosa. "Oh suvvia, Gentle! Non bisogna mettersi paura di questi tre. Eccetto, forse..." continuò il dottore, colpendo il pony che stava agitando per terra con uno zoccolo, "Contrail. Ma non preoccuparti di lui, anche se non pensa ragionevolmente si compensa facendo un lavoro efficiente." Gauge mise uno zoccolo sulla spalla di Gentle, guidandola dentro alla sala ristoro. "Per favore, Gentle, rilassati! Siediti sul divano. Attenta alle molle. Vuoi che ti prenda qualcosa? Acqua? Chicchi di caffè in acqua?" "C-C'è qualcosa che non và con la macchinetta del caffè? "E' la cosa più odiosa," Atmosphere interruppe il discorso, sedendosi su una poltrona rotta. "Un giorno l'accendemmo e si ruppe. Ognuno di noi è più che capace di risolvere problemi meccanici ed elettronici senza il minimo sforzo, eppure non riusciamo a far funzionare quella dannata macchinetta." "C'è un dodici che lampeggia," notò Gentle. "Grazie cara,l' sappiam' tutti." "Ora, quello è l'orologio, o il timer?" "...Che," tossì Gauge. "Io... ho quello stesso modello a casa. C'è una funzione di conto alla rovescia per la preparazione. Qualcuno l'ha impostata per iniziare la preparazione in dodici ore e non ha mai premuto invio." Gauge, Pipe Wrench e Hide si girarono tutti e fissarono attentamente il piccolo pezzo di plastica bianco che aveva eluso le loro capacità deduttive. Nello strano silenzio di comprensione frustrata, Contrail si svegliò di scatto, istericamente. " Ahahaha! Aheeheeheeh! Che puledri sciochhi! L'ho impostato io! Aspettavo che ci sareste arrivati soli! Uwhahahahahahah! Ahahahaaaaaaa!" Dr. Atmosphere ebbe un tic nervoso. "Due anni, Contrail. Due anni. Due anni senza caffè... Ti dovrei tagliare a pezzi e darti in pasto ai Timberwolves!" "Ma... heheh.... Non lo farai, perchè sono l'unico che sà-HAHAHAH-sà come... uh... qual'era la cosa che sapevo fare solo io?" "Far rimanere in funzione i miscelatori di nuvole e Kevlar." "HAHAHA! Che scemo! Gauge ha ragione! Date una promozione a questo stallone!" "So, come funzionano i, er, turni di lavoro? C'è un posso dove posso dormire?" Gentle si adagiò sul divano. Non poteva trattenere la sua risata quando guardava a Contrail. Questi pazzoidi stanno proprio fuori di testa... Ma sembrano simpatici. E' divertente. "Come funzionano le cose qui?" Pipe Wrench iniziò a parlare ma Gauge lo interruppe immediatamente, alzando uno zoccolo al pony sfregiato. "Risparmiatelo, Pipe. Lascia spiegare tutto a qualcuno che sà parlare. Altrimenti ripeteresti le cose un milione di volte e nessuno se ne andrà con le idee chiare." Gentle ridacchiò e si rilassò, sentendosi a suo agio nella stanza angusta. Oh, Celestia, che sta succedendo? Non dovrebbe essere così semplice. "Ora, la storia di un' arcobaleno non è così bella come la storia che sai dello zucchero e cannella-" "Lei sà dello spettro, Gauge. Vai avanti." "Hai ragione, scusa. Mi sono solo ricordato del video istruttivo lasciato dall' ultimo manager. Comunque. Praticamente, Gentle, lavoriamo a chiamata. Il che è stato quasi sempre, di recente. Ci viene fornito anche del cibo--a proposito, è eccellente, non ti immagini quanto--e anche dei periodi di pausa obbligatoria, imposti dalla stessa agenzia che si assicura che la Cloudsdale Weather non uccida dei pony bambini che non sanno volare, vale a dire nessuno. Quindi, abituati ad essere stanca. Grazie a Luna ora abbiamo il caffè, però, sei immediatamente la lavoratrice migliore qui. "Senti 'n po'." "Non sono quasi mai d'accordo con voi tre, ma si. Congratulazioni, Gentle, hai dimostrato di essere in gamba facendoci sembrare tutti degli idioti." "Mi dispiace!" Hide scoppiò a ridere, scivolando giù nella poltrona. Lo schienale si spezzò e l'ingegnere rosso stava quasi per capovoltarsi, tremando dall'allegria. "E'... Oh, Gentle, non preoccuparti. Posso fare uno o due commenti malizioso, ma non potrò mai sbarazzarmi di un bravo impiegato. Solo Dash tende a farlo," lui sghignazzò, spostando via lo sguardo improvvisamente appena finì la sua frase. Tutti gli altri stalloni si ritirarono, evitando contatti visivi con qualsiasi cosa che era presente. Oh.. okay. Lezione numero uno, non nominare mai il manager. Stessa etichetta della Fabbrica Inferiore. Oh no, non hanno ancora ripreso a palrare. Che pasticcio. "I dormitori?" si inserì Gentle, fingendo un sorriso. "Giusto. Scusami. Abbiamo delle stanze private che forniamo agli impiegati. Sei fortunata ad essere un'ingegnere. Avrai un posto dove dormire tutto tuo. Le guardie e i manovali devono trovare spazio in quella che è una specie di caserma." "Com'è la stanza? Muri spogli e freddi come il resto di questo posto, o c'è qualche amentità?" "I letti son' comodi," borbottò Pipe. "Insonorizzazione eccellente," aggiunse Hide. "Ad esser sinceri, Gentle... Nessuno di noi usa mai le proprie stanze. Siamo stati troppo occupati. Quando ci liberiamo in genere ci sediamo qui dentro, raccontandoci battute zozze e prendendo a pugni Contrail." "Ecco forse perchè non riesce a smettere di ridere." "Il ridere è molto meglio di quando gli si era presa a piangere." "HAH! Quello era divertente. Hehehe! Stavo in piedi tuuuuutta la notte a gridare e a sguazzare e a lamentarmi e a frignare e-" "Si, tutti si divertivano un sacco, Contrail. Siamo molto contenti che erano dei tempi felici per te." "La parte migliore erano gli incubi. Come quello dove-" "Contrail." "Scusa Dr. Atmosphere." Per un secondo, le risate del pegaso blu si fermarono, e si concesse solo dei brividi. " 'Ei Trail?" "Si Pipe?" "Quanti falliti c' vogliono per fare 'n arcobaleno?" "Q-quanti?" "Tutti quanti." "BA-HAH! CERTO CHE LE RACCONTI PROPRIO BENE, PIPE!" Gentle indietreggiò nel divano, ignorando la lamentela delle molle. "C-comunque, che è successo a Contrail?" Hide si alzò dalla poltrona rotta, e camminò verso alla macchinetta del caffè. Lui parò gentilmente mentre smanettava con la macchinetta, con la schiena rivolta verso la nuova impiegata. "La stessa cosa che probabilmente succederà ad ognuno di noi, solo che molto prima del previsto. Il povero tipo non riusciva a sopportare lo stress della Fabbrica." "Non ti preoccupare, cara," Gauge si sedette vicino a Gentle, portando uno zoccolo attorno alla sua spalla e facendola alzare su dal divano. "Non è tutta morte e macchinazione qui intorno! Ci divertiamo un po', dopotutto." "Come?" Gentle si accigliò, togliendo la sua criniera rosa dai suoi occhi. "Nel nome di Luna, come fate a divertirvi qui dentro? "Beh, con la Lavorazione delle Risorse, ovviamente." "Vai avanti." "Un paio d'anni fà c'è stato 'n Tartaro d'un 'Incidente'. Da quel giorno, dobbiamo far 'n modo che tutt' i fallimenti non provochin' danno alla Fabbrica. Quindi l' osserviamo, li guardiam' parlare e così via. E' come n' reality in T.V., capisci?" "...Voi ragazzi lavorate mai qui?" "Bella domanda!" strillò Hide, bevendo il caffè che aveva appena preparato. "Tutte voi ragazze, fate vedere a quello stallone cosa facciamo noi qui. Partite con la manutenzione di base. Poi potete trattare i fallimenti per poi infine spiegare a Gentle come continuare a far funzionare i Pegasus Device." "Si sign'r Capitano." "Sta zitto, Pipe. Mi stai facendo venire il mal di testa." Contrail si alzò in piedi di scatto, fece un giro attorno ai lavoratori per poi uscire di corsa dalla porta. Gentle riuscì a sentire le sue risate anche molto tempo dopo da quando scomparse nel corridoio lungo e sterile. "E proprio un personaggio." "Credo che lo fà apposta," sussurò il pegaso arancione, scuotendo la sua criniera indietro. "Hey, ti dispiace mettermi questo retino per i capelli. Per ragioni di sicurezza e cose simili. Io ci riesco da solo, ma è una gran rottura appoggiarsi ad un muro per raggruppare la mia criniera." Girò gli occhi e offrì un retino a Gentle. "Presumo di si. Me ne serve uno anche a me?" "I suppose. Do I need one?" "Grazie, " mormorò lui, abbassando la testa mentre la giumenta raggomitolava la sua criniera nella rete. "Nah, tu dovresti essere a posto, la tua criniera non è così lunga dopotutto. A dire il vero, devi legartela se è abbastanza lunga per farci aggrappare una puledra." "Che requisito strano," meditò Gentle, seguendo Gauge fuori dalla sala ristoro. "E' una storia lunga..." "...Chiuse l'intera Fabbrica Vecchia, eccetto l'unico dispositivo di riserva, e ordinò immediatamente la nuova espansione. Il momento in cui avevamo un po' di privacy dai lavoratori edili, eravamo già tornati a produrre arcobaleni." Gauge stava guidando Gentle attraverso una serie di corridoi brevi. Le luci chiare e i muri bianchi fatti di nuvole erano ben distanti da loro adesso che esploravano le serie di stazioni di servizio che davano modo a Dr. Atmosphere e alla sua squadra di mantenere in funzione la Nuova Fabbrica. Gentle riusciva appena a star dietro al pony color rame davanti a lei, inciampando e battendo la testa su vari sistemi di tubi e valvole. I condotti metallici si allungavano all'infinito, fluendo dentro e fuori gli uni agli altri in qualche ordine caotico che--nonstante i vari anni di esperienza della giumenta--non avevano senso per lei. I vari cartelli di avvertimento e gli adesivi di sicurezza che intravedeva la preoccupavano. Che razza di produzione del clima necessita materiali biologicamente pericolosi?'Attenzione: Estremamente Corrosivo'. Stiamo producendo pioggie acide qui? Lei trattenne i suoi pensieri, scegliendo invece di concentrarsi sul rimanere dietro a Gauge. Lo stallone stava ancora parlando a voce alta, riuscendo a muoversi abilmente attraverso il corridoio ristretto, compiendo i suoi movimenti con naturalezza. Gentle sbattè di nuovo uno dei sui zoccoli contro una valvola, cadendo sul pavimento del ponteggio gelato. Un misterioso liquido blu iniziò a spruzzar fuori da una valvola di sovrapressione a pochi centimetri da lei. Gentle si girò, con gli occhi gonfi mentre si stava girando, solo per poi rilassarsi quando vide che la giumenta stava bene. "A proposito, attenta a dove metti gli zoccoli. Il tuono liquido è incredibilmente pericoloso," commentò lui con nonchalance, mentre calciava distrattamente un'altro interruttore con uno dei suoi zoccoli posteriori. Il liquido blu neon smise di fuoriuscire, i residui del tuono liquido che erano stati espulsi gocciolarono attraverso il pavimento per poi finire in un'area sconosciuta al di sotto di loro. "Toccalo una volta ed il tuo intero sistema nervoso rimarrà fuso per sempre. Ho visto un bel po' delle menti migliori con cui ho lavorato morire in quel modo." "Non dovrebbe esser letale? E abbiamo dei tubi che lo spruzzano così, a caso?" "Non è letale. Ti paralizza. Hai mai visto che succede quando un Pegaso disabile atterra su una nuvola?" "No. Che succede?" "Non atterra." Lo stallone si spostò in avanti, offrendo uno zoccolo a Gentle. "Comunque, che c'è al di sotto di noi?" Gentle cambiò argomento mentre lo stallone la aiutava ad alzarsi. "Non ho mai visto nessun rifiuto uscire da sotto alla Cloudsdale Weather." "Mi stavi ascoltando? Ah, fà niente, sono un sacco di informazioni da ricordare. I fluidi versati vanno a finire nella Fabbrica Vecchia dove sono sottoposti a dei trattamenti. Alcuni, come quelli costosi o separabili, vengono rispediti quassù per essere riutilizzati. In genere il resto viene spedito o alla sala del generatore o al dipartimento Ricerca e Sviluppo." "Aspetta, quella poltiglia con cui ci avevate detto di fare qualcosa di utile? Quella proveniva dai vostri incidenti?" "Oh, vero, era li che lavoravi. Siete riusciti a farci qualcosa con quella?" "Si. Alla fine l'abbiamo venduta a Saddle Arabia. A quanto pare ha qualche sorta di proprietà isolante. Non è niente rispetto alle alternative più efficienti che abbiamo già sviluppato, ma hey, era economica, capisci?" "Ha senso. La spazzatura di una nazione è la salvezza economica di un'altra." Gentle si osservò e, sicura che nessuna parte del suo corpo si stesse dissolvendo, cominciò a camminare di nuovo. "Quindi, qual'è la tua storia, Gauge? Come fà uno stallone intelligente come te a rimanere sano di mente qui?" "Ci riesco non dandogli troppo peso. Siamo tutti pazzi, in realtà. E non intendo solo noi lavoratori. Tutti! Essere normali è essere inesistenti. A farla breve..." Lui singhiozzò, abbassando la testa nel pensiero. "Penso che finchè ammetti la morte della tua sanità, in realtà essa non muore mai. Goditi il tuo viaggio verso il Tartaro; è piacevole per una ragione." "Direi che.. è piuttosto filosofico." "Ci stavo pensando da un bel po' di tempo. E' stato bello avere finalmente una possibilità di parlarne. Attenta alla tua criniera qui, ci sono cavi che pendono." I due abbassarono i loro colli, guardando sopra di loro sinistramente come se si aspettassero che un cavo si allungasse per andare verso di loro. Gauge si girò di scatto, salì una piccola rampa di scale quasi saltellando e si appoggiò sulla porta a cui conducevano. I suoi movimenti sono così naturali per lui. E grazioso, davvero. Tutti i passi calcolati dei suoi zoccoli atterrano in quel punto preciso dove non inciamperebbe o non urterebbe contro qualcosa. La sua testa è altrove ma la sua identità funziona bene senza di essa. "Stai pensando a qualcosa?" Il pony color rame tenne la porta aperta per Gentle, aspettando che lo seguisse fuori dall'area di manutenzione. "Oh niente. Sto solo pensando alla Corporation." "Mi sorprende anche a me. Dopo di te." La giumenta verde saltò dentro una stanza grande e si guardò attorno. Diverse dozzine di colonne fatte da macchinari complessi delineavano l'area, tutte connesse al pavimento da grandi tubi di ferro che borbottavano e vibravano lievemente, la melodia era come un'assolo nella sinfonia della Fabbrica. Gentle si prese un po' di tempo per camminare attorno agli oggetti, esaminandoli con cura. Le autoclavi ricevono le sostanze dal sistema di tubature situato a terra, scaldandosi e concentra-aspetta, no, questi sono condensatori. Quindi qualunque gas che è in questi tubi viene condensato, e il liquido è inviato... L' ingegnere guardò più in alto, seguendo la serie complicata di tubi e strumentazioni. ...Inviato ad una turbina, insieme a qualsiasi cosa che proviene dai tubi sul tetto. Presumibilmente, questi ultimi sono mischiati, prima di entrare... cosa? Questo sembra un' atomizzatore come quelli che usiamo alla Fabbrica Inferiore, solo incredibilmente industriale. Tartaro, uno di quelli potrebbe riempire un'intero teatro di nebbia. "Ti piace?" "Che cos'è quello?" "L'orgoglio e la gioia di Contrail, se fosse ancora in grado di ricordarsela. Questo è ciò che lo spinse oltre suoi limiti, ciò che ha causato la sua ribellione contro il delirio solo per trovarsi contro quest'ultimo e privare se stesso di ogni pensiero stabile che avesse mai avuto. Ma la costruì da capo, il bastardo. Lui è lo stallone più intelligente da cui ho avuto il piacere di esser stato deriso." "Quello... non è per niente rassicurante." "Già, mi dispiace. Davvero. Ti dirò- abbiamo mezz'ora prima che il Trattamento inizi. Che vuoi sapere prima di tutto?" Gentle scolpì una piccola sedia dal pavimento fatto di nuvole. Lei ci si sedette sopra, strofinandosi gli occhi con i suoi zoccoli. "Voglio sapere di voi ragazzi. Tu, Pipe Wrench, e Contrail. Come mai avete avuto questo lavoro? Com'è stato fare quello che voi- noi, credo, tutti i giorni? E a cosa servono questi pilastri, comunque?" Gauge climbed onto a large containment tank that had been resting by the controls. Laying down comfortably, he stretched all four hooves out with a yawn. He took a moment to stare around the dark room, almost a hundred metres long, watching every pillar charge its mysterious substance. "Contrail ed io abbiamo iniziato a lavorare pochi mesi prima dell' Incidente. Pipe Wrench e Atmosphere c'erano già da un sacco di tempo. Non sò niente di Dr. Atmosphere, ad esser sinceri. Lui ha un cuore dolce racchiuso in uno scrigno assetato di sangue." Gentle annuì, immaginandosi chiaramente quello stallone rosso cupo. La sua espressione dura, immutabile riempì la sua mente, si fissò ogni dettaglio della faccia scolpita dagli anni dello stallone. Anche dopo aver trascorso così poco tempo col Dottore, Gentle riusciva a vedere la sua puntigliosa criniera bianca nel dettaglio, la barbetta grigia sul suo mento grattava l'occhio della sua mente. Ma, nonostante la solida, fredda statura di Hide Atmosphere, Gentle non poteva fare a meno di pensare che c'era molto di più da sapere su quello stallone. Lui si preoccupa... di qualcosa, o qualcuno. E' come se si fosse semplicemente scordato come esprimerlo. "Pipe Wrench... Oh, però, lui ha una storia affascinante. Non credo che quello è il suo vero nome, è solo perchè parla in un modo così strano. Ci sono due dicerie che raccontavano alcune delle guardie più vecchie. La prima è che se l'è dato da solo, ma non credo che è stato così. E' dannatamente difficile far scivolare una chiave inglese nella tua bocca mentre la tieni con i denti. La seconda teoria è che uno degli impiegati più vecchi iniziò a vedere delle cose. Fantasmi, o qualche stronzata simile. Picchiò il vecchio Pipe Wrench come un sacco da fertilizzante con ciò da cui deriva il suo nome finchè le guardie non lo tirarono fuori." "Che successe all'altro impiegato?" "La stessa cosa che succede al resto dei lunatici qui attorno. E' stato inviato alla Fabbrica Vecchia per badare al sistema di gestione dei fluidi autosufficiente. Già, " Gauge continuò con condiscendenza, interrompendo Gentle prima che potesse fare la sua domanda. "Già, è un totale spreco di risorse. Quelli di cui ci si può ancora fidare che non rompano niente in genere vengono assegnati al Dipartimento Generazione di Energia Elettrica." "Aspetta, la centrale elettrica è nella Fabbrica Vecchia? E' un posto un po' strano." "Gira voce che lì succedono cose persino più pazze di quelle che succedono quassù. Ne dubito però." Gauge rise di cuore, portando indietro la sua schiena per guardare il tetto bianco. "Il problema è che un sacco di pony si inventano storie di cospirazione perchè, hey, siamo l'incarnazione del male, e abbiamo, tipo, soldi infiniti, vero? Sbagliato. Completamente sbagliato. Cloudsdale Weather Corporation è un' azienda, anche se è una che comanda intere cooperative, ma è comunque solo un'azienda. Le aziende hanno dei budget e degli introiti limitati, e la C.W.C. non è un'eccezione. Infrangiamo le leggi? Beh, ovvio. Commettiamo atti orribili contro l'Equinità? Si, ci puoi scommettere. Ma è difficile considerarlo come il male vero. Cloudsdale Weather Corporation lo fà come un servizio, non per divertimento! Discord mandò a puttane un sacco di cose in più rispetto a noi. Le forze di Chrysalis causarono milioni di danni in bits nel giro di poche ore. E riguardo a noi? La vita continua ad andare avanti, giorno dopo giorno. Le città non crollano per colpa nostra! Cloudsadale esiste a causa della e grazie alla Corporation." "Uh, Gauge? Mi stai sembrando un po' arrabbiato." "Oh, mi dispiace. Non lo sono, davvero. Son solo stanco delle persone che si lamentano dei propri lavori, ed è bello avere qualcuno con cui parlarne. Io sono solo qui per lavorare, sai? Non ho accettato il posto per aiutare il sistema ad uccidere i fallimenti. L'ho accettato perchè era un mio dovere verso lo Stormo sostenere l'azienda che sosteneva tutti noi." "Anche per me, sai." "Non sentirti colpevole, Gentle. In questo mondo o lavori o muori, dopotutto..." Gentle annuì di nuovo, cadendo nel silenzio insieme a Gauge. "Allora raccontami," continuò lei, alzandosi dalla sua sedia. Iniziò a girare senza meda, ispezionando vagamente tutti i vari tubi e valvole nella stanza. "Raccontami cosa?" "Raccontami di Contrail. Raccontami di questo," alzò uno zoccolo, indicando il guazzabuglio di macchineria e tubi che li circondavano. "Come lo fece impazzire? Che cos'è?" "Tornando indietro al tempo dei rinnovi, Rainbow Dash creò un gruppo specializzato progettato per implementare misure di sicurezza preventive per fare in modo che non accada mai un'altro Incidente. Fai diventare una ribellione impossibile piuttosto che provare a sopprimerne una già iniziata." Gentle tremò. "C'è qualcosa che non và?" "E'... piuttosto difficile parlare di ostacolare dei bambini nel lottare contro la loro morte imminente." "Bambini?" rise Gauge, e scivolò giù dalla cisterna per camminare accanto alla giumenta. "Fallimenti. Fallimenti. Inutili a Cloudsdale, la Corporation, e lo Stormo. L'esame di volo è semplice! Tu l'hai affrontato, lo dovresti sapere!" Ha ragione, dopotutto. E' incredibilmente semplice. Ci vuole un'incapacità straordinaria per mandare a rotoli l'esame di volo. "Sò che lo pensi anche tu. Quindi non dirmi qualche frase stupida tipo 'pensa ai puledri!'. Loro non sono pony, sono risorse." Gauge sputò, girando gli occhi. "Hai qualche altra obiezione sulla tua descrizione del lavoro? Dopotutto le possiamo affrontare tutte in questo momento." La pegaso verde scivolò nel silenzio, prendendo in considerazione le parole del suo supervisore color rame. "Allora?" "... No, no, non ho obiezioni. E' strano, non posso rinunciare a pensarci. Ma hai ragione. Almeno possono creare acrobaleni, vero?" La faccia dello stallone si rallegrò, con un sorriso infantile che veniva emanato dalla sua espressione. "Oh beh, molto più di soli arcobaleni! Siamo diventati creativi quassù. Rainbow Dash ha fatto un lavoro fantastico nell'aumentare l'efficienza di questa struttura. Tutti i giorni apporta modifiche che ci fanno risparmiare denaro, incrementa i prodotti senza incrementare le immissioni, e incrementa la qualità delle nostre merci." "Come ci riesce?" "E' veramente semplice, lei ama il suo lavoro. Non ho mai, mai," enfatizzò Gauge, battendo uno zoccolo a terra "visto un pony così dedicato, devoto, e leale alla compagnia quanto lei. E quello è tutto ciò che pretende anche da noi, dopotutto. Finchè tu sarai disposto a sacrificarti per la Cloudsdale Weather Corp. quanto lei, non finirai mai sulla sua lista nera." "Buono a sapersi. Contrail," Gentle spinse Gauge con la punta di un'ala, incitandolo a sbrigarsi. Lei si fermò accanto ad un pilastro, toccando uno dei condensatori con uno zoccolo. "Smettila di temporeggiare." "Siediti allora, e smettila di farmi domande. Il tempo sta per scadere, quindi dovrò sbrigarmi con tutto questo." Gentle fece come le venne chiesto, appoggiandosi al pilastro. Era calda, e vibrava quanto bastava per farle informicolire la schiena. Rilassata dal massaggio, alzò una gamba e mimò il gesto di cucirsi la bocca. Soddisfattò, Gauge continuò il discorso. "Il gruppo specializzato di Dash, fatto da Contrail, Atmosphere e altri tre ingegneri che impazzirono durante la costruzione, avevano delineato tre procedure distinte per prevenire un'incidente. La prima era un manuale dei procedimenti che descriveva, in dettaglio, come trattare i fallimenti e come identificare potenziali guastafeste." "E' per caso quello che mi ha dato Dr. Atmosphere?" Gauge fissò Gentle. "Mi dispiace. Continua." "Si,è quello. Lì dentro c'è roba abbastanza logica, ma la maggior parte delle guardie erano troppo ottuse per arrivarci da sole. Grazie a Dash, però, la prima regola dice esplicitamente che un pony supervisore non può controllare il trattamento di un pony che conosce già, e dovrà essere confortato dal pony col rango più che non ha mai avuto alcuna relazione con la risorsa. "La seconda procedura era di preparare un piano d'emergenza in caso inizi una rivoluzione. Il piano della fabbrica è questo: Uccidere i capi di qualsiasi ribellione, e poi pensare a qualsiasi capo che si farà vivo dopo quelli iniziali." "E' abbastanza... generico. Se ci sarà una ribellione come quella di quella puledra, come potete garantire di... 'contenere' i responsabili?" "Ci sto per arrivare. La terza procedura era di assicurarsi che tutte le risorse potessero essere neutralizzate prima di accettarle nella struttura. Contrail era stato incaricato di costruire, sempre nel budget del gruppo specializzato, un sistema per produrre in massa dei 'sistemi di autodistruzione', o come li vuoi chiamare, per tutti i nuovi fallimenti arrivati. Doveva essere qualcosa che poteva bersagliare un solo pony o un'intero gruppo, ma non doveva essere qualcosa da recuperare prima di caricare il fallimento in un Pegasus Device. "Ora, Contrail è molto astuto. Molto molto astuto. Nessuno riuscirebbe ad egualiarlo quando si tratta di ingegneria meccanica o fluidodinamica. Neanche Dr. Atmosphere. Onestamente, credo che Atmosphere aveva paura di esser rimpiazzato da Contrail... Ma non è importante ora... Scusa. Sono andato fuori tema. Dash ha minacciato Contrail con... qualcosa. Non sò cosa, ad esser sincero, ma doveva essere qualcosa di brutto. Contrail si chiuse nella sua stanza con una scatola di carta e attrezzi, e nessuno ebbe notizia di lui per molto tempo. "Poi, un giorno, dopo quasi due settimane da quando chiuse la porta, si sentirono delle risate. Risate incredibili. Echeggiavano per i corridoi, in ogni condotto d'ariazione e anche, alcuni dicono, potevano essere sentite nel frastuono della Stanza del Ciclone." "Che cos'è-" "Più tardi. La porta di Contrail si aprì di scatto, e le guardie lo trovarono sul suo letto, tremante, mentre si stringeva con i suoi arti. Le sue zampe anteriori avevano dei segni di morsi sopra, e lividi terribili. Le guardie riuscirono a sedarlo, e a quel punto iniziò a piangere. Quella è una storia completamente diverza, però, una di cui non mi piace parlare e che tu non dovresti sapere. Tu hai visto com'è adesso, quindi sai com'è andata a finire. "Sul tavolo della sua stanza, però, ci stava un singolo progetto. Due stanze. Una sopra, con lo scomparto di ricevimento risorse da una parte e il dipartimento di produzione dell'arcobaleno dall'altra, e una stanza più grande sotto." Gauge scosse la sua testa, ridendo. "Quel bastardo, quello splendido, geniale bastardo. Ci riuscì benissimo a risolvere il problema di Dash, sacrificando la sua sanità mentale per la Corporation. Ora lei lo perdona per praticamente qualsiasi cosa, ma posso capire perchè lo fà. E' stata un'invenzione stupenda e non ne abbiamo vista una simile sin da quando è stato proposto il primo Pegasus Device. Era una combinazione di gas soporifero e un'ibrido strano di cianuro e tetrodotossina. Queste colonne assicurano una miscela perfetta di questi elementi chimici, sempre, e le rilasciano con una concentrazione perfetta. Quando un puledro respira quei gas, che sono pompati dalle colonne alle stanze sovrastanti, svengono temporaneamente. Le tossine, allo stesso tempo, vengono infuse nel loro sangue, ma non vengono attivate. E' tipo una bomba ad orologeria. I fallimenti vengono poi rianimati, uno ad uno, e si controlla se hanno tratti di personalità che li incitano alla ribellione." "Perchè vengono rianimati? Perchè non li lasciate privi di sensi?" "La paura incita la magia, che a sua volta stimola lo Spettro. Otterrai dei colori più vividi quando saranno consapevoli della loro fine." "Ah. Allora e un'altra di quelle cose riguardanti l'efficienza e la qualità?" "Esatto, ora stai iniziando a capire! Comunque, se un fallimento prova a scappare durante il trattamento, passerà attraverso una macchina che li ricopre con il catalizzatore per il veleno, che disabiliterà il ribelle quasi immediatamente. Ci sono dei distributori di quel prodotto chimico in tutto quest'impianto, quindi anche se riusciranno ad uscire dalla Sala dei trattamenti, possiamo fermarli via controlli remoti per mezzo dei computer." "Quanto dura?" "Mi scusi?" "La tossina. Quanto può durare nel loro apparato circolatorio? Se non li uccide immediatamente, questo mi fà pensare che è qualcosa che può essere immunizzata." "Oh, Tartaro, non lo sò. Un paio di giorni? Non importa. Un fallimento deve stare tra due dispenser, che la rilascia in un' area chiusa, vulnerabile, per circa quel periodo di tempo, dopotutto. Il piano è a prova di idiota." "Non ho mai sottostimato la capacità di un' idiota nell'essere idiota." "Vent'anni di fruttuosa produzione di arcobaleni stanno in disaccordo con te. Ora muoviamoci, bisogna andare a lavoro." Gauge gli offrì uno zoccolo, aiutando la giumenta verde ad alzarsi su tutte e quattro le gambe, e la portò ai computer nella parte anteriore della stanza. "Ora non preoccuparti della maggior parte di questi bottoni e interruttori. Quasi tutti sono per la manutenzione, che francamente non è stata mai fatta in dieci anni. Ci siamo resi conto che il modello di Contrail in pratica si pulisce da solo." "Dieci anni di utilizzo costante e mi stai dicendo che è ancora in condizioni perfette?" "Se ti và di indossare una tuta a prova di rischio biologico e smantellare ogni singolo Pilastro uno ad uno per poi pulirli con quello che è praticamente uno spazzolino ingrandito, fammelo sapere e ti dirò come spegnere tutto questo." "... Forse la prossima settimana." "E' la stessa cosa che ho pensato io. Ora, fai attenzione. La vedi questa leva qui? Quando quella luce," Gauge la indicò, facendo spostare gli occhi di Gentle ad un ammasso di controlli ed interruttori, "inizia a lampeggiare, dovresti..." Corona andò a sbattere contro Cloud Cover, spingendola leggermente al lato. Immediatamente uno stallone possente che indossava una tuta puntò un taser verso di loro. "Sta attento," sibilò Cloud Cover, piagnucolando al puledro. "Rimanete in linea, inutili teppistelli! O vi serve più incoraggiamento?" La guardia si mise a ridacchiare, muovendo il taser che era legato al suo zoccolo. Cloud e Corona diedero un'occhiata dietro di loro per guardare la puledra dietro di loro, vedendo che trascinava uno dei suoi zoccoli. "E mi avevi detto di non preoccuparmi," rispose il puledro arancione. "No, Corona, và tutto bene, probabilmente è solo una misura di sicurezza per fare in modo che non torneremo mai da dove siamo venuti. No, forse si tratta solo di lavori forzati. Minacciare i loro schiavi con l'elettricità non mi sembra un bel modello aziendale! Moriremo!" "Corona, ti prego. Sto provando a concentrarmi." "Che sollievo." Il gruppo di puledri furono portati in una stanza abbastanza larga, spaziosa, e pulita, i solidi muri di nuvole erano praticamente spogli eccetto per un balconcino sul muro davanti a loro e ciò che rimaneva di un condotto di ariazione vecchio e arruginito. Cloud Cover storse la bocca mentre esaminava l'ampia tubatura di metallo; sulla sua griglia si potevano notare decine di ammaccature e graffi. "Si, sollievo. Teniamoci stretta quella sensazione, credo proprio che ci servirà." "Non possiamo scappare via? Perchè non scappiamo? Credo che scappare è una buona idea. Guarda, c'è una grande porta qui vicino, dall'altra parte della stanza. Potremmo scappare da li! Non ci sono neanche le guardie. E neanche alla porta da dove siamo entrati. Sembra proprio che non sono per niente bravi a rapire i pony!" "Corona." "Io propongo di decollare. Non volare, probabilmente se l'aspettano. Ma se noi tipo, balziamo fuori di qui, probabilmente riusciremmo a saltare fuori da quella porta sul retro prima che riescano a prenderci. "Corona." "Diamine, probabilmente potremmo anche riuscire a farli pensare che siamo scappati, per poi tornare indietro e salvare tutti questi pony." Il puledro si asciugò la fronte con uno zoccolo, e diede un'occhiata veloce a tutti gli altri puledri nella stanza. "Ripensandoci, la maggior parte di loro sembra voler morire, quindi ignora ciò che ho detto. Mi chiedo in che altro modo-" "Corona!" "Non parlare! Stai fermo!" "... Scusa, Cloud. Beh? Qual'è il tuo piano? Scappare?" "Oh,per l'amor del... No. Per me è meglio aspettare e vedere che succederà veramente. Devi smetterla di agitarti per delle situazioni inventate! Ovviamente se aspettiamo pazientemente che questa situazione si risolva da sola non ci sarà bisogno di fare un gran baccano. E' una brutta situazione? Si, ovviamente, ma non ci uccideranno. Sei proprio strano." La loro attenzione fu rubata improvvisamente da due stalloni che entrarono dal balconcino al di sopra di loro. Uno era un pony rosso che sembrava molto severo. Il suo camice da laboratorio era sporco e increspato, la parte posteriore della sua criniera appuntita era stranamente familiare per i puledri sotto di lui. Il secondo stallone era celestino, e girava vorticosamente per aria. Lui si fermò, sottosopra, fluttuando accanto allo stallone rosso. "Oooh, posso farlo io questa volta, Hide? Posso? Posso? Posso? Tipregotipregotiprego. Non l'ho fatto da un sacco di tempo! HAH!" Hide guardò il pegaso blu da cima a fondo e ruotò i suoi occhi. "Non aver fretta, Contrail. Aspetta che torni Pipe Wrench." Con un tempismo perfetto, l'operaio color grigio apparse di scatto da una porta secondaria, respirando affannosamente. "H' finito, 'ide. L'ho allentat' e aperte tutte." "Eccellente. Ora non aprire più quella bocca." Pipe Wrench borbottò, piazzandosi accanto ai fianchi di Hide . Dr. Atmosphere si schiarì la gola, e tutti i puledri al centro della stanza guardarono in alto al trio di operai minacciosi. Cloud Cover si trascinò, cercando di trovare una posizione comoda mentre li guardava. Indipendentemente da dove si sedeva, si sentiva irritata dal pavimento vibrante. Aspetta un'secondo, da quando ha iniziato a farlo? "Vai pure, Contrail." Contrail fremette violentemente e atterrò sul ciglio della piattaforma, impennando mentre una risata enorme si sentì nella stanza. "Benvenuti! BENVENUTI! Benvenuti, muli, alla RAINBOW FACTORY! Ahahahah! Ah, hahahahah!" Decollò di nuovo, mentre stava ancora ridendo. I puledri corsero e si corsero, evitanto lo stallone impazzito. "Dovremmo scappare via, credo, sembra una soluzione eccellente." "Si stanno solo divertendo! Non siamo niente per loro, ti ricordi? Siamo solo dei giocattoli. Questo è tutto. E' imbarazzante, ma se li lasciamo divertirsi probabilmente ci lasceranno andare." "Contrail, per favore," Hide borbottò, battendo uno zoccolo. Il pegaso pazzo sospirò a fondo ed atterò, chiudendo la bocca. Proprio quell'azione sembrava avergli procurato dei brividi violenti, e i suoi occhi si gonfiarono come se volessero uscire dalle orbite. Il pony rosso mise apposto il suo camice ed avanzò, parlando al gruppo sotto di lui. "Benvenuti, come avete sentito tutti, alla Rainbow Factory. Sono sicuro che siete tutti cur-" "Cosa volete da noi? Che state facendo voi mostri?" pianse un puledro accanto a Cloud Cover. Il puledro color malva continuò a tremare, con le vibrazioni dei suoi zoccoli che aumentavano ogni minuto. "Come stavo dicendo," brontolò Hide, "Sono sicuro che siete tutti curiosi di sapere perchè siete qui. E a me piacerebbe tantissimo dirvelo, ma per un cambiamento del regolamento, non posso farlo. Quindi invece, respirate molto, molto profondamente. Oh, e, comunque, il mio nome è Dr. Atmosphere. Ricordatevi chi vi ha fatto tutto questo! E son sicuro che lo farete." Finendo con un sorriso bambinesco, Hide si girò e uscì fuori da una porta non visibile da dov'erano loro, seguito velocemente da Pipe Wrench e Contrail. "... Respirate profondamente?" Corona si guardò attorno, cercando un'indizio visibile per le parole del dottore. Sfortunatamente, ne trovò uno. Il pavimento di nuvole iniziò a cambiare colore dal suo bianco brillante ad un viola sporco, e poco dopo una nebbia di un colore simile a quello iniziò ad alzarsi da terra. Verso il fondo della stanza, una puledra più piccola collassò a terra, ed un lieve lamento le uscì dalla bocca mentre cadeva. "Corona?" "Cloud se hai un'idea sputala fuori ti prego!" "Scappiamo!" I due fecero una falsa partenza, ma si fermarono quando uno stallone bloccò l'entrata dell'unica porta davanti ad essi. Loro si girarono, puntando all'ingresso da dove erano entrati. Anche quella era bloccata da un'altra guardia, con la faccia oscurata da un'aggeggio strano che filtrava il suo respiro. "Che si fà ora?" "Il condotto!" Dato il comando, il puledro arancione chiaro era già arrivato al tubo arruginito prima che Cloud Cover potesse anche iniziare ad andarci vicino. "Corona, aspetta! Non serv...." Cloud si fermò, con la testa che girava per il gas misterioso. Lei tossì violentemente, e così facendo peggiorò solo le sue vertigini. "Non... servirebbe a niente! Non riesci a capire che fin troppi pony non sono riusciti a scappare?" Corona tentennò, provando a restare sveglio. "Ma non credo..." Lui cadde in avanti, sporgendosi dalla grata. Riuscendo appena a tenere aperti i suoi occhi, stese uno zoccolo tremante verso l'alto "... che hanno provato ad aprirla." Lui provò a graffiare l'entrata, e poi cadde sotto il suo stesso peso, risucchiandolo dentro il condotto buio. "Corona!" Cloud Cover si gettò dentro la sua unica via di uscita, con la vista che iniziava ad indebolirsi mentre sbatteva contro il metallo freddo lì dentro, le sue ultime sensazioni erano state il metallo appuntito che grattava su di lei, la sua caduta, l'aria congelata che scorreva sui suoi zoccoli e poi il nulla. "Dr. Atmosphere!" Una delle tante guardie respirava affannosamente, sudando profusamente sotto la sua tuta e la maschera. Il suo muso si era bloccato in apprensione mentre il dottore la fussava. Anche se era più basso di lei, Hide riuscì a far sentire la guardia piccola rispetto a lui con i suoi occhi neri e crudeli. "... Si?" "Due puledri sono scappati. Loro sono riusciti ad uscire da uno dei condotti di scambio d'aria con la Fabbrica Vecchia. Non ci sono distributori di catalizzatori laggiù, quindi non siamo riusciti a terminare le risorse ribelli. Che... consigli di fare?" Dr. Atmosphere rimase in silenzio. Lui si allontanò dalla guardia, e si concesse un piccolo sorriso. "Eccellente," mormorò lui. "Che cosa?" "Avvisa la Signora Dash. Questo era lo scenario che temeva di più, quindi sono sicuro che avrà già pensato ad un piano. Ora, se me lo permetti, credo proprio che mi ritirerò nel mio ufficio e ascolterò un vecchio disco. Forse Tchaitrotsky." "D-D-D-Dash? Sei forse impazzito?" "Si. Ora sbrigati! La tua squadra è la responsabile per l'evasione, quindi dubito che a Rainbow piacerà molto che tu la prendi con comodo per informarla. Se ti sbrighi, può darsi che non ti punirà. Ne dubito, però." "... Si signore, Doctor Atmosphere!" Mentre la guardia galoppava via, il pegaso rosso rise un'altra volta. Questo darà una lezione o due a quella giumenta pazza riguardo alla mia lealtà per la compagnia in cui ho lavorato per tre decenni... Crediti: Autore: AuroraDawn (URL per donazioni) Editing, pre-reading: Autumn Wind, Cthuluigi, Patchwork Poltergeist, Jabberwocky Superfly, Saddlesoap Opera, Sagebrush Editing, concept: #EquestrianStudy Traduzione in italiano: RattletraPM per What The Buck?! Project Disclaimer: Questa opera è una fanfiction basata sullo show "My Little Pony: L'amicizia è Magica" (eng: "My Little Pony: Friendship is Magic"). AuroraDawn, RattletraPM, il WTB Project o qualsiasi persona e/o gruppi di persone citate sopra non possiedono nè si vogliono avvalere della proprietà intellettuale dello show citato prima. Questo lavoro è stato fatto solo ed esclusivamente come un tributo allo show e al lavoro spettacolare del team di produzione di Friendship is Magic. Il lavoro in questione non è, e non sarà mai, commercializzato. La storia è stata pubblicata sotto una Licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 3.0 Unported (Licenza in inglese). Questo significa che chiunque è libero di creare lavori derivati da questa fanfiction purchè la tua opera non sarà commerciale, citi l'autore originale su ogni opera derivato, e condividi la tua opera sotto una licenza simile. This means you are free to make derivative works upon the concepts within provided your work is non-profit, you attribute the author for any copied materials, and share your own work under a similar license.